Professione influencer, quando il personal branding diventa opportunità di crescita

FIRENZE – Il fenomeno degli influencer ha negli anni oltrepassato i confini del mondo digitale, diventando tematica di discussione comune e, soprattutto, trasversale per diffusione. Youtuber, Instagramer, blogger sono figure a cui le persone si sono ormai abituate, riferimenti da guardare, consultare e, perché no, prendere a riferimento per il futuro.

Quella degli influencer è ormai una vera e propria professione, come sostiene Matteo Pogliani nel suo ultimo libro “Professione Influencer” (Dario flaccovio editore, 2019), che sarà presentato in anteprima assoluta il 13  aprile a Pistoia, in occasione di “GustaPistoia 2019 la Città si racconta”.

Un ecosistema radicato, quello degli influencer, capace di muovere consensi e, in molti casi, business. Se è vero che non è tutto oro quello che luccica (secondo una ricerca dell’Università di Offenburg, il 97% degli Youtuber tedeschi non supera i 10 mila Euro annui di guadagni), lo è altrettanto che molti di questi creator hanno saputo trasformare la loro presenza online in opportunità economica rilevante, facendone un vero e proprio lavoro con tanto di team di supporto annessi.

Un percorso, quello degli influencer, che non è però in discesa, ma necessita di know-how e di un approccio strategico, utile a migliorare il proprio posizionamento e attirare l’attenzione (e le collaborazioni) dei brand.

Pertanto, per cogliere nel modo giusto tutte le opportunità offerte oggi dal web, è indispensabile lavorare sul proprio personal branding, guadagnando così autorevolezza e consenso.

Comprendere cosa e come comunicare relazionandosi in modo corretto con il proprio network è un passo chiave in tale direzione, indispensabile per affermarsi e venire riconosciuto come un riferimento concreto.

Nel libro Professione Influencer l’autore, Matteo Pogliani, tratta tutto questo guidando il lettore tra strumenti e strategie utili a consolidare, gestire e far crescere il proprio brand online in modo professionale.

“Dopo il mio primo libro Influencer Marketing, di cui a breve uscirà la nuova edizione, sentivo l’esigenza – spiega l’autore – di chiudere il cerchio, focalizzando l’attenzione non solo su brand e marketer, ma sui creator, figure essenziali perché l’influencer marketing funzioni correttamente.

Il web offre oggi troppe opportunità per non cercare di utilizzarle al meglio. Non è infatti questione di diventare la nuova Ferragni, ma di sfruttare gli strumenti online per migliorare la propria posizione e, perché no, guadagnare. Magari non diventeremo influencer, ma usare correttamente LinkedIn o un blog, per esempio, può renderci visibili a un’azienda e aiutarci nell’ottenere un impiego o migliorare quello attuale.

In Professione Influencer cerco di far comprendere questo offrendo al lettore una strategia da seguire passo passo, perché quando parliamo di comunicazione poco importa se si tratti di brand o utenti, conta lavorare correttamente e in modo qualitativo”.

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